{"id":636,"date":"2019-01-02T10:07:20","date_gmt":"2019-01-02T07:07:20","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasmara.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/01\/discorso-di-fine-anno-del-presidente\/"},"modified":"2019-01-02T10:07:20","modified_gmt":"2019-01-02T07:07:20","slug":"discorso-di-fine-anno-del-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambasmara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/01\/discorso-di-fine-anno-del-presidente\/","title":{"rendered":"DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Care concittadine e cari concittadini,<\/p>\n<p>siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ci\u00f2 che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana.<\/p>\n<p>Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento &#8211; nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi &#8211; non \u00e8 un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: \u00e8 un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.<\/p>\n<p>Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull\u2019anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell\u2019anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani.<\/p>\n<p>Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l\u2019esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunit\u00e0 di vita. La vicinanza e l\u2019affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unit\u00e0, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che \u00e8 il nostro comune destino.<\/p>\n<p>Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.<\/p>\n<p>Sentirsi \u201ccomunit\u00e0\u201d significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri.<\/p>\n<p>Significa \u201cpensarsi\u201d dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilit\u00e0, perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8, in misura pi\u00f9 o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese.<\/p>\n<p>Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come \u00e8 giusto, per le proprie idee rifiutare l\u2019astio, l\u2019insulto, l\u2019intolleranza, che creano ostilit\u00e0 e timore.<\/p>\n<p>So bene che alcuni diranno: questa \u00e8 retorica dei buoni sentimenti, che la realt\u00e0 \u00e8 purtroppo un\u2019altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.<\/p>\n<p>Certo, la sicurezza \u00e8 condizione di un\u2019esistenza serena.<\/p>\n<p>Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.<\/p>\n<p>La domanda di sicurezza \u00e8 particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire pi\u00f9 pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sono ammissibili zone franche dove la legge non \u00e8 osservata e si ha talvolta l\u2019impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi.<\/p>\n<p>La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.<\/p>\n<p>Sicurezza \u00e8 anche lavoro, istruzione, pi\u00f9 equa distribuzione delle opportunit\u00e0 per i giovani, attenzione per gli anziani, serenit\u00e0 per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza pi\u00f9 facilmente superando i conflitti e sostenendosi l\u2019un l\u2019altro.<\/p>\n<p>Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l\u2019amicizia come strada per la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell\u2019infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti.<\/p>\n<p>In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Il nostro \u00e8 un Paese ricco di solidariet\u00e0. Spesso la societ\u00e0 civile \u00e8 arrivata, con pi\u00f9 efficacia e con pi\u00f9 calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.<\/p>\n<p>Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenit\u00e0.<\/p>\n<p>I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019\u201cItalia che ricuce\u201d e che d\u00e0 fiducia.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come fanno le realt\u00e0 del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di realt\u00e0 che hanno ben chiara la pari dignit\u00e0 di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perch\u00e9, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei pi\u00f9 deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficolt\u00e0, di senzatetto.<\/p>\n<p>Anche per questo vanno evitate \u201ctasse sulla bont\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019immagine dell\u2019Italia positiva, che deve prevalere.<\/p>\n<p>Il modello di vita dell\u2019Italia non pu\u00f2 essere \u2013 e non sar\u00e0 mai \u2013 quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.<\/p>\n<p>Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.<\/p>\n<p>Fenomeni che i pubblici poteri e le societ\u00e0 di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare.<\/p>\n<p>Lo sport \u00e8 un\u2019altra cosa.<\/p>\n<p>Esortare a una convivenza pi\u00f9 serena non significa chiudere gli occhi davanti alle difficolt\u00e0 che il nostro Paese ha di fronte.<\/p>\n<p>Sappiamo di avere risorse importanti; e vi sono numerosi motivi che ci inducono ad affrontare con fiducia l\u2019anno che verr\u00e0. Per essere all\u2019altezza del compito dobbiamo andare incontro ai problemi con parole di verit\u00e0, senza nasconderci carenze, condizionamenti, errori, approssimazioni.<\/p>\n<p>Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L\u2019alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacit\u00e0 competitiva del nostro sistema produttivo che si \u00e8 ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati. Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio.<\/p>\n<p>Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche.<\/p>\n<p>Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno.<\/p>\n<p>Traguardi consistenti sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell\u2019ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto.<\/p>\n<p>Abbiamo ad esempio da poco ricordato i quarant\u2019anni del Servizio sanitario nazionale.<\/p>\n<p>E\u2019 stato \u2013 ed \u00e8 &#8211; un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia. Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai pi\u00f9 alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparit\u00e0 da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare.<\/p>\n<p>L\u2019universalit\u00e0 e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell\u2019assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.<\/p>\n<p>Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l\u2019esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.<\/p>\n<p>Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell\u2019Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte \u00e8 un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>La grande compressione dell\u2019esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un\u2019attenta verifica dei contenuti del provvedimento.<\/p>\n<p>Mi auguro \u2013 vivamente &#8211; che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.<\/p>\n<p>La dimensione europea \u00e8 quella in cui l\u2019Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.<\/p>\n<p>Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidariet\u00e0 ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei.<\/p>\n<p>Come molti giovani si impegnava per un\u2019Europa con meno confini e pi\u00f9 giustizia. Comprendeva che le difficolt\u00e0 possono essere superate rilanciando il progetto dell\u2019Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all\u2019odio, della pace.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell\u2019Unione i popoli europei, a quarant\u2019anni dalla sua prima elezione diretta. \u00c8 uno dei pi\u00f9 grandi esercizi democratici al mondo: pi\u00f9 di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.<\/p>\n<p>Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenit\u00e0 e sia l\u2019occasione di un serio confronto sul futuro dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Sono rimasto colpito da un episodio di cronaca recente, riferito dai media. Una signora di novant\u2019anni, sentendosi sola nella notte di Natale, ha telefonato ai Carabinieri. Ho bisogno soltanto di compagnia, ha detto ai militari. E loro sono andati a trovarla a casa portandole un po\u2019 di serenit\u00e0.<\/p>\n<p>Alla signora Anna, e alle tante persone che si sentono in solitudine voglio rivolgere un saluto affettuoso.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare quanto sia significativo che si sia rivolta ai Carabinieri. La loro divisa, come quella di tutte le Forze dell\u2019ordine e quella dei Vigili del fuoco, \u00e8 il simbolo di istituzioni al servizio della comunit\u00e0. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perch\u00e9 appartiene a tutti i cittadini.<\/p>\n<p>Insieme a loro rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all\u2019estero. Svolgono un impegno che rende onore all\u2019Italia.<\/p>\n<p>La loro funzione non pu\u00f2 essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione.<\/p>\n<p>In questa sera di festa desidero esprimere la mia vicinanza a quanti hanno sofferto e tuttora soffrono \u2013 malgrado il tempo trascorso \u2013 le conseguenze dolorose dei terremoti dell\u2019Italia centrale, alle famiglie sfollate di Genova e della zona dell\u2019Etna. Nell\u2019augurare loro un anno sereno, ribadisco che la Repubblica assume la ricostruzione come un impegno inderogabile di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Auguri a tutti gli italiani, in patria o all\u2019estero.<\/p>\n<p>Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l\u2019impegno per il bene comune.<\/p>\n<p>Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attivit\u00e0 di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non \u00e8 avvertito come un limite, ma come quello che d\u00e0 senso alla vita.<\/p>\n<p>Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l\u2019autismo, di Verona, che ho di recente visitato.<\/p>\n<p>Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creativit\u00e0 e capacit\u00e0 di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l\u2019augurio pi\u00f9 affettuoso.<\/p>\n<p>A tutti voi auguri di buon anno.&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/19805<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Care concittadine e cari concittadini, siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ci\u00f2 che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana. Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento &#8211; nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi &#8211; non \u00e8 un rito formale. 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