{"id":645,"date":"2018-10-26T12:18:37","date_gmt":"2018-10-26T09:18:37","guid":{"rendered":"https:\/\/ambasmara.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/10\/conferenza-italia-africa-interventi\/"},"modified":"2018-10-26T12:18:37","modified_gmt":"2018-10-26T09:18:37","slug":"conferenza-italia-africa-interventi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambasmara.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2018\/10\/conferenza-italia-africa-interventi\/","title":{"rendered":"CONFERENZA ITALIA-AFRICA &#8211; INTERVENTI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONTE"},"content":{"rendered":"<p>Sono disponibili gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte in occasione della Seconda Conferenza Italia-Africa tenutasi alla Farnesina il 25 ottobre 2018.<\/p>\n<p>Intervento del Presidente della Repubblica Mattarella<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/18441\">https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/18441<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Conte<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.governo.it\/media\/il-presidente-conte-interviene-alla-conferenza-ministeriale-italia-africa\/10205\">http:\/\/www.governo.it\/media\/il-presidente-conte-interviene-alla-conferenza-ministeriale-italia-africa\/10205<\/a><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Di seguito le relative trascrizioni.<\/p>\n<p>Intervento del Presidente della Repubblica Mattarella<\/p>\n<p>Signor Kwesi QUARTEY, Vice Presidente della Commissione dell\u2019Unione Africana,<\/p>\n<p>Signora Amani ABOU-ZEID Commissaria dell\u2019Unione Africana,<\/p>\n<p>Signore e Signori Ministri e Rappresentanti delle Nazioni Unite e delle Organizzazioni Internazionali,<\/p>\n<p>Ambasciatrici e Ambasciatori,<\/p>\n<p>Illustri ospiti,<\/p>\n<p>desidero rivolgervi innanzitutto il caloroso benvenuto della Repubblica italiana a questa seconda Conferenza Ministeriale Italia-Africa che ha significativamente luogo nell\u2019anno in cui tutto il mondo si celebra il centenario della nascita di un grande e indimenticato leader africano, Nelson Mandela.<\/p>\n<p>Sono passati poco pi\u00f9 di due anni dai lavori della prima edizione e, oggi come allora, la presenza di un numero cos\u00ec vasto di interlocutori qualificati rivela l\u2019interesse rivestito dal dialogo tra l\u2019Africa e il nostro Paese.<\/p>\n<p>Un dialogo antico, fra popoli e culture delle due sponde del Mediterraneo, e ben oltre.<\/p>\n<p>Su questo incontro, multiforme nei millenni, si sono innestate dinamiche nuove, costituite da opportunit\u00e0 ed incognite.<\/p>\n<p>Per riferirci a queste ultime, un processo di globalizzazione imperfetto, con benefici non inclusivi; una crescita economica spesso disgiunta dalla sostenibilit\u00e0 ambientale; trasformazioni epocali indotte dall\u2019avanzamento tecnologico; un andamento delle relazioni internazionali caratterizzato da rischi di indebolimento del quadro di regole costruito in sede multilaterale.<\/p>\n<p>Infine &#8211; non va trascurato &#8211; l\u2019aumento di fattori di rischio per le nostre societ\u00e0, come l\u2019estremismo violento, la criminalit\u00e0 organizzata transnazionale, i traffici illeciti, anche di esseri umani.<\/p>\n<p>Su ognuna di queste grandi questioni, i nostri Paesi hanno da tempo avviato un consolidato percorso di dialogo.<\/p>\n<p>I lavori di questa Conferenza si svilupperanno, dunque, nel segno della continuit\u00e0 del nostro impegno, intensificatosi in misura significativa in questi anni.<\/p>\n<p>Esistono oggi, fra noi, sinergie e collaborazioni nuove e sempre pi\u00f9 strette, caratterizzate da un partenariato paritario e ampio, risultato dell\u2019evoluzione e maturazione delle nostre relazioni.<\/p>\n<p>I rapporti con l\u2019Africa sono prioritari nella nostra politica estera.<\/p>\n<p>Penso alle interlocuzioni politiche, agli scambi culturali ed economici, ai numerosi e qualificati consessi che \u2013 a vari livelli \u2013 ospitiamo e promuoviamo, sull\u2019agricoltura, l\u2019energia, la cooperazione, il ruolo delle diaspore, l\u2019etnografia. Tutti con l\u2019attiva partecipazione dei Governi e delle varie componenti delle societ\u00e0 civili.<\/p>\n<p>Dalla prima edizione della Conferenza ho potuto constatare come il dialogo tra i nostri Paesi sia aumentato di intensit\u00e0 e di spessore.<\/p>\n<p>Ricordo con particolare piacere le visite da me effettuate in Etiopia, in Camerun e presso l\u2019Unione Africana nella prima met\u00e0 del 2016, alle quali spero di poter far seguire, nel 2019, ulteriori mie missioni nel continente.<\/p>\n<p>In questi anni, sono anche cresciute l\u2019intensit\u00e0 e la frequenza delle visite che leader africani hanno effettuato in Italia, come avvenuto, ad esempio, nel quadro della Presidenza italiana del G7, con la scelta di dedicare proprio ai temi africani la sessione di outreach del Vertice di Taormina.<\/p>\n<p>A queste dinamiche si \u00e8 accompagnato un incremento tangibile del nostro impegno economico-finanziario, con un approccio che ha portato le iniziative della Cooperazione Italiana al quarto posto fra i contributori in ambito G7.<\/p>\n<p>Ad esse, si aggiungono le numerose e rilevanti esperienze di cooperazione delegata all\u2019Italia dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Lo slancio del nostro Paese verso l\u2019Africa ha condotto a un\u2019accresciuta attenzione delle nostre imprese, che ci consente di essere annoverati tra i principali investitori nel Continente e tra quei Paesi che, negli ultimi anni, hanno pi\u00f9 incrementato i flussi di capitale verso gli Stati africani.<\/p>\n<p>Illustri Ospiti,<\/p>\n<p>nessuna area geografica \u00e8 interessata da cos\u00ec profondi cambiamenti come quelli in atto in Africa.<\/p>\n<p>Il continente presenta il pi\u00f9 alto tasso di crescita demografica e la pi\u00f9 elevata percentuale di giovani. La sua popolazione potrebbe raddoppiare, entro il 2050, e giungere a 2,5 miliardi di individui, rappresentando cos\u00ec un quarto dell\u2019intera umanit\u00e0 del pianeta.<\/p>\n<p>Cifre che, oltre ad avere un impatto immediato esigono, tra l\u2019altro, la necessit\u00e0 dei benefici di una crescita elevata e durevole, tale da sostenere lo sviluppo e il rafforzamento di reti sociali che, mentre la consolidano, impediscano l\u2019affermarsi di disuguaglianze, autentico freno al progresso armonico di ogni societ\u00e0.<\/p>\n<p>I percorsi storici, le strategie di crescita, le ambizioni dei Paesi che rappresentate, sono caratterizzati da cammini differenti.<\/p>\n<p>Il nostro dialogo, nel prenderne atto, deve rispettare e saper valorizzare le differenze e perseguire soluzioni condivise, appropriate nei singoli contesti politici e socio-economici.<\/p>\n<p>L\u2019Italia pu\u00f2 contribuire, in questa direzione, con una presenza articolata e ampia, con una radicata partecipazione della societ\u00e0 civile, con le organizzazioni non governative, le associazioni, i volontari, la rete degli enti locali, il mondo produttivo. E pu\u00f2 contare su relazioni proficue con le organizzazioni regionali africane e con l\u2019Unione Africana.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che nel rapporto con l\u2019Africa \u00e8 presente una specifica sensibilit\u00e0 italiana, \u00e8 altrettanto vero che l\u2019impegno del nostro Paese trova necessario complemento in quello dei partners del G7, del G20 e, soprattutto, dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>La rilevanza dell\u2019Africa impone infatti uno sforzo d\u2019insieme, che metta in comune tutte le risorse, le esperienze e le \u201cvisioni\u201d esistenti.<\/p>\n<p>La recente pi\u00f9 incisiva affermazione del nuovo concetto di partenariato globale e strategico fra Africa ed Europa si \u00e8 avuta lo scorso novembre, in occasione del Vertice di Abidjan tra le \u201cUnioni\u201d Africana ed Europea, che ha segnato una svolta \u2013 gi\u00e0 nella sua stessa denominazione \u2013 nei rapporti tra le due organizzazioni.<\/p>\n<p>Un dibattito fecondo, sul ruolo delle giovani generazioni e delle donne africane, sulla resilienza e la crescita sostenibile e inclusiva, sulla lotta ai traffici illeciti e al terrorismo mediante interventi mirati sul capitale umano e sulla governance, che si \u00e8 rivelato momento di fertile sintesi e comprensione delle rispettive esigenze e delle comuni aspirazioni.<\/p>\n<p>Se il dialogo tra Unione Africana e Unione Europea continua a consolidarsi, ci\u00f2 \u00e8 dovuto anche all\u2019accresciuto rilievo dei processi di integrazione continentale e regionale africana, che l\u2019Italia sostiene da sempre con radicata convinzione.<\/p>\n<p>In questa direzione, \u00e8 certamente apprezzabile l\u2019attenzione dedicata dall\u2019Unione Africana sia alla costituzione di una zona di libero scambio continentale &#8211; base indispensabile per favorire la crescita del commercio interafricano -, sia alla creazione di un mercato unico africano del trasporto aereo, volano di connettivit\u00e0 tra Paesi e popoli.<\/p>\n<p>In questo clima positivo \u2013 e colgo l\u2019occasione per rivolgere i pi\u00f9 vivi auguri di buon lavoro all\u2019Egitto, che dal prossimo anno eserciter\u00e0 la Presidenza annuale dell\u2019Organizzazione \u2013 \u00e8 mio fermo convincimento che la collaborazione tra Unione Africana e Unione Europea possa conoscere sempre pi\u00f9 ampi spazi di attuazione, per fornire risposte adeguate alle grandi sfide del nostro tempo.<\/p>\n<p>In questi ultimi anni i nostri continenti sono stati colpiti da attacchi terroristici, a Parigi come a Mogadiscio, in Nigeria come in Germania, in Spagna come nel Sahel.<\/p>\n<p>Africa ed Europa sono state interessate a pi\u00f9 riprese anche dalle nefaste conseguenze dei cambiamenti climatici e della siccit\u00e0, dalle emergenze sanitarie. L\u2019azione infame della criminalit\u00e0 organizzata e dei traffici illeciti si \u00e8 riverberata sui nostri due continenti.<\/p>\n<p>Sono tuttavia intervenute anche dinamiche positive di assoluto rilievo, che l\u2019Italia sostiene e incoraggia e che vorrei brevemente richiamare.<\/p>\n<p>Gli sviluppi in corso in Africa orientale sono caratterizzati da una sorprendente quanto positiva rapidit\u00e0. Nel volgere di pochi mesi, in un\u2019area tanto rilevante dal punto di vista strategico, si \u00e8 registrato un cambiamento storico. L\u2019Accordo di Pace tra Eritrea ed Etiopia, con il coinvolgimento di Gibuti e della Somalia, ci consente, per la prima volta dopo vent\u2019anni, di parlare di sviluppo economico regionale condiviso ed inclusivo, anche attraverso l\u2019azione dell\u2019IGAD, l\u2019organizzazione dei Paesi del Corno d\u2019Africa con cui il nostro Paese intrattiene solidi, profondi e costruttivi rapporti.<\/p>\n<p>L\u2019Italia guarda con ammirazione a questa svolta, che dimostra come il nobile obiettivo, promosso dall\u2019Unione Africana, di \u201csilenziare le armi\u201d entro il 2020, non appartenga all\u2019utopia, bens\u00ec alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ai Ministri degli Esteri di Etiopia ed Eritrea vorrei rivolgere le pi\u00f9 vive e sincere congratulazioni, per il coraggio dimostrato dai loro Paesi nel mettere da parte incomprensioni e tensioni, per una prospettiva di pace, stabilit\u00e0 e prosperit\u00e0 dei loro popoli e di quelli dell\u2019intera regione.<\/p>\n<p>Ci auguriamo che la stessa lungimiranza e responsabilit\u00e0 possano prevalere e affermarsi anche laddove ancora permangono situazioni di tensione e di conflitto, la cui soluzione contribuirebbe a consolidare i trend positivi che il Continente africano sta sperimentando.<\/p>\n<p>Questi anni, infatti, hanno anche fatto registrare un positivo rafforzamento dei vari processi di integrazione regionale cito \u2013 tra gli altri \u2013 la Comunit\u00e0 dell\u2019Africa Orientale, il Mercato Comune dell&#8217;Africa Orientale e Meridionale, la Comunit\u00e0 di Sviluppo dell&#8217;Africa Meridionale, la Comunit\u00e0 Economica degli Stati dell&#8217;Africa Occidentale e la stessa IGAD.<\/p>\n<p>La crescita economica continentale e il consolidamento delle relazioni fra Stati nel quadro delle Organizzazioni regionali, hanno condotto alla sempre maggiore diffusione di un\u2019imprenditoria dinamica, che ha ampliato il potenziale di crescita di molte aree, favorendo anche l\u2019emergere di realt\u00e0 di eccezionale valore dal punto di vista tecnologico.<\/p>\n<p>Illustri ospiti,<\/p>\n<p>i nostri lavori si innestano in un quadro di relazioni con i singoli Paesi africani e con le organizzazioni che li riuniscono che \u00e8 duraturo, consolidato e rivolto al futuro.<\/p>\n<p>Un impegno che va oltre il dialogo istituzionale e abbraccia imprese, fondazioni, organizzazioni non governative e mondo del volontariato.<\/p>\n<p>Il variegato e molteplice complesso di queste azioni accompagna l\u2019operato delle Istituzioni e gli investimenti produttivi e costituisce un patrimonio prezioso.<\/p>\n<p>Illustri Ospiti,<\/p>\n<p>la dinamica demografica, le crisi ambientali e climatiche, i conflitti, hanno alimentato nel continente africano un movimento di popolazioni senza precedenti.<\/p>\n<p>Una ininterrotta catastrofe umanitaria nei confronti della quale l\u2019Italia, consapevole della natura globale e non sporadica di questi movimenti migratori, si \u00e8 dimostrata sensibile, non ultimo con l\u2019accoglienza, dal 2015 ad oggi, di circa 475.000 migranti, con un approccio integrato e su pi\u00f9 livelli, fondato sui principi di responsabilit\u00e0 condivisa e partenariato tra i Paesi di origine, transito e destinazione dei flussi.<\/p>\n<p>A livello bilaterale, e insieme ai nostri partner europei, sosteniamo attivamente le politiche di cooperazione con i Paesi africani volte ad affrontare le cause che spingono le persone ad abbandonare i propri Paesi e a regolare la gestione dei fenomeni migratori, contrastando i trafficanti di esseri umani e tutelando i diritti umani, in forte connessione con l\u2019Alto Commissariato dell\u2019ONU per i Rifugiati e l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.<\/p>\n<p>Il principale obiettivo per il futuro dipende proprio dalla nostra capacit\u00e0 di collaborare per andare oltre la logica emergenziale, governando il fenomeno, rimuovendone le cause profonde.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della fisiologica dialettica politica e del serrato confronto su temi cos\u00ec rilevanti per il nostro avvenire \u2013 migrazioni, crescita economica, integrazione politica, sicurezza e contrasto al terrorismo \u2013 troverete sempre nell\u2019Italia, Signore e Signori Ministri, il pi\u00f9 attento e sensibile fra gli interlocutori.<\/p>\n<p>Ci unisce un\u2019idea di destino comune che ha radici antiche e che \u00e8 determinante per favorire stabilit\u00e0, prosperit\u00e0 e sicurezza nei nostri continenti.<\/p>\n<p>Il nostro reciproco impegno, anche nei vari fora multilaterali nei quali siamo chiamati a operare, potr\u00e0 conferire uno slancio ancora maggiore ai nostri sforzi, ma anche, mi auguro, una rinnovata attenzione da parte vostra per le capacit\u00e0 che il nostro Paese pu\u00f2 mettere a disposizione per un avvenire comune di pace e prosperit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie e buon lavoro.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Conte<\/p>\n<p>Signor Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,<br \/>Signori Commissari dell\u2019Unione Africana,<br \/>Signori Ministri africani e Rappresentanti delle organizzazioni internazionali,<br \/>Illustri Ospiti,<br \/>Signori e Signore,<\/p>\n<p>sono particolarmente lieto di essere qui quest\u2019oggi, per la prima volta alla Farnesina, in occasione di un evento di cui il Ministero degli Esteri si \u00e8 fatto con successo promotore di due edizioni e la cui rilevanza e centralit\u00e0 per la nostra politica estera e per il nostro dialogo con il Continente africano \u00e8 motivo di orgoglio per il Paese e per la diplomazia italiana.<br \/>Nelle continue sfide che si presentano nello scenario globale, l\u2019Africa rappresenta per l\u2019Italia un\u2019assoluta priorit\u00e0 sotto il profilo strategico, culturale, educativo, economico e valoriale.<br \/>Collaborare attivamente con il Continente africano significa rendere coerente la nostra politica estera con la nostra geografia.<br \/>L\u2019Africa \u00e8 una ricchezza, \u00e8 il futuro, \u00e8 opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Dalle riflessioni odierne \u2013 che mi sono state riferite \u2013 mi scuso ma non ho potuto partecipare ai lavori di questa stimolante giornata, sono emerse idee e contatti preziosi per dar vita a nuove azioni comuni, da intraprendere insieme per rafforzare e sviluppare ulteriormente i nostri rapporti bilaterali.<br \/>Dobbiamo, da un lato, cogliere tempestivamente le opportunit\u00e0 che questo momento storico ci offre. Dall\u2019altro lato, dobbiamo assumere insieme responsabilit\u00e0 condivise per garantire un comune futuro di prosperit\u00e0, in cui non ci siano perdenti, non ci siano dimenticati.<\/p>\n<p>Il Continente africano \u00e8 sempre pi\u00f9 al centro delle dinamiche internazionali in termini di sicurezza, crescita economica, sviluppo umano. Una centralit\u00e0 che \u00e8 innanzitutto una conseguenza della sua demografia: oggi circa un sesto della popolazione mondiale vive in Africa, mentre nel 2050 un abitante del pianeta su quattro sar\u00e0 africano; una centralit\u00e0 che \u00e8 tuttavia anche frutto della dirompente crescita di diverse economie africane, e dello straordinario potenziale umano di quello che \u00e8 oggi e sar\u00e0 sempre pi\u00f9, il \u201ccontinente giovane\u201d, il continente del futuro.<br \/>Molti Paesi africani hanno fatto progressi nei processi di riforma e nei programmi di sviluppo economico e sociale: il loro esempio \u00e8 fondamentale affinch\u00e9 altri Paesi seguano presto. Ma il cammino \u00e8 ancora lungo.<br \/>L\u2019Africa sub-sahariana continua infatti a rappresentare la regione mondiale dove si concentrano il maggior numero di Paesi Meno Avanzati e dove pi\u00f9 alti sono la denutrizione, la povert\u00e0 rurale e gli indici di spostamento verso le aree urbane.<br \/>Nelson Mandela, di cui quest\u2019anno, come sapete, ricorre il centenario dalla nascita, in un famoso discorso a Trafalgar Square, nel 2005, afferm\u00f2: \u201cSconfiggere la povert\u00e0 non \u00e8 un atto di carit\u00e0. \u00c8 un atto di giustizia. \u00c8 la protezione di un diritto fondamentale, il diritto alla dignit\u00e0\u201d.<br \/>Dobbiamo dunque impegnarci a fondo e lavorare insieme per contribuire alla promozione di pace, crescita e sicurezza, tanto nel Mediterraneo quanto nel Sahel e nell\u2019Africa orientale e occidentale, innestando un circolo positivo di sviluppo socio-economico e stabilit\u00e0, del quale possano beneficiare in primo luogo le popolazioni locali.<\/p>\n<p>Coloro che nei paesi in via di sviluppo lottano per uscire dalla povert\u00e0 estrema devono essere messi sempre pi\u00f9 in condizione di \u201cessere degni attori del loro destino\u201d, come ha ricordato Papa Francesco nel suo discorso alle Nazioni Unite del 2015, nel quale affront\u00f2 i temi dell\u2019Agenda 2030.<br \/>La mia speranza nel continente africano e nel suo futuro \u00e8 stata rafforzata recentemente proprio dal viaggio che ho compiuto due settimane fa nel Corno d\u2019Africa: \u00e8 stata la mia prima missione nel Continente, e la prima visita di un leader occidentale nella regione dall\u2019avvio dello storico processo di processo di pace fra Addis Abeba e Asmara. Ho incontrato i leader di due Paesi che \u2013 dopo un ventennio di guerra e di incomprensioni &#8211; hanno avviato con coraggio \u2013 e vorrei ricordare qui e sottolineare il loro coraggio \u2013 grazie alla loro forte determinazione, un percorso di riconciliazione dalle enormi prospettive.<br \/>\u00c8 uno sviluppo cruciale per il destino del Corno d\u2019Africa e ritengo anche per l\u2019intero continente. Il processo di pacificazione sta gi\u00e0 avendo un positivo impatto nella regione e potr\u00e0 avere un\u2019influenza benefica sullo sviluppo socio-economico dei Paesi coinvolti e di conseguenza anche sulla riduzione dei flussi migratori irregolari, che nei conflitti e nella povert\u00e0 trovano le loro origini pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p>Dall\u2019insediamento del Governo da me guidato, come sapete, abbiamo chiesto con nuova energia e convinzione che si individui nell\u2019ambito dell\u2019Unione europea una risposta coordinata, concreta ed efficace al fenomeno migratorio nel suo complesso. Una risposta strutturata, multilivello, di breve, medio e lungo periodo, che assicuri la dignit\u00e0 innanzitutto delle persone e combatta con fermezza i trafficanti di esseri umani, che questa dignit\u00e0 calpestano.<br \/>In tale contesto \u00e8 fondamentale attivare progetti di carattere infrastrutturale, fornire supporto finanziario e creare opportunit\u00e0 di migrazione legale a beneficio dei Paesi africani, nello stesso interesse dell\u2019Europa. Serve una strategia per l\u2019Africa che permetta di sviluppare le capacit\u00e0 imprenditoriali di donne, uomini e di giovani in particolare che preservi l\u2019ownership locale dei processi di sviluppo. Dobbiamo fare in modo che la migrazione non costituisca una scelta obbligata, ma torni ad essere una opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Trust Fund dell\u2019Unione Europea per l\u2019Africa, di cui l\u2019Italia ha favorito in maniera convinta il rifinanziamento, \u00e8 uno strumento importante per raggiungere tale obiettivo, promuovendo programmi mirati a contrastare fenomeni di mobilit\u00e0 non controllata o irregolare e a rafforzare la creazione di lavoro sul territorio anche attraverso occasioni di training professionale.<br \/>Il nostro Paese, che nel 2017 \u00e8 stato il secondo contributore fra gli Stati UE al Fondo di La Valletta, intende anche in questo caso onorare i suoi impegni e valorizzare, rafforzare e sviluppare le proprie operativit\u00e0 sul campo. \u00c8 necessario che anche gli altri Paesi europei, per\u00f2, contribuiscano con altrettanta convinzione e concretezza al Trust Fund.<\/p>\n<p>Illustri ospiti, nel corso della mia missione nel Corno si \u00e8 ancora pi\u00f9 rafforzata la mia convinzione che questo \u00e8 pi\u00f9 che mai il momento, per l\u2019Italia, di giocare in Africa un ruolo strategico e di confermare la priorit\u00e0 delle nostre relazioni a livello bilaterale, nel contesto europeo e nei fori multilaterali, anche con un rafforzato legame con l\u2019Unione Africana.<\/p>\n<p>Ho avuto modo di toccare con mano, in quei Paesi, l\u2019operato delle nostre eccellenze imprenditoriali e di apprezzare le sinergie che si sono sviluppate con le comunit\u00e0 locali, in alcuni settori chiave per lo sviluppo economico dei paesi coinvolti: le infrastrutture, l\u2019agroindustria, i parchi industriali, ma anche i servizi di base. In questi settori la nostra Cooperazione allo Sviluppo svolge un ruolo decisivo, con progetti di formazione e di vocational training che contribuiscono all\u2019emergere di specifiche professionalit\u00e0.<br \/>Accanto al ruolo dei governi \u00e8 essenziale promuovere il pieno coinvolgimento del settore privato, creando le condizioni per lo sviluppo di un\u2019imprenditorialit\u00e0 africana matura e sostenibile.<br \/>Nessun cambiamento positivo, infatti, pu\u00f2 essere \u201ccalato dall\u2019alto\u201d.<br \/>Per questa ragione intendiamo lavorare, gi\u00e0 dal prossimo anno, avviare progetti innovativi di collaborazione economica con un primo gruppo di Paesi africani nel settore dell\u2019agroindustria, per porre le basi di una partnership concreta tra Italia e Africa nei settori dell\u2019agricoltura sostenibile e dell\u2019industria di trasformazione.<br \/>Ho inoltre rassicurato i leader dell\u2019Etiopia e dell\u2019Eritrea che il nostro Paese non solo \u00e8 pronto a fare la sua parte per l\u2019affermazione del progresso e della stabilit\u00e0 nella regione, ma potr\u00e0 farsi garante e interprete delle istanze del Corno d\u2019Africa in ambito europeo, ogni qualvolta se ne presenti l\u2019occasione.<\/p>\n<p>Signori Ministri, Signori Delegati, credo che sia emerso in modo evidente durante i lavori di questa Conferenza l\u2019impegno strategico che l\u2019Italia promuove in Africa, non da oggi ma da decenni, e che siamo pronti a rilanciare con energia e determinazione. Le sfide che restano da affrontare sono infatti ancora molte. La nostra partnership deve avere l\u2019ambizione di pensare in grande, e deve dare risposte condivise alle aspirazioni legittime dei nostri cittadini. In questo nuovo approccio \u00e8 oramai superato il rapporto donatore\/beneficiario, uno schema del tutto inaccettabile. Stabilire una partnership significa innanzitutto, e lo desidero sottolineare con vigore, valorizzare il concetto chiave di condivisione: condivisione dei traguardi da raggiungere, dei progetti da realizzare, delle responsabilit\u00e0 da assumere e, infine, dei frutti da raccogliere.<\/p>\n<p>Al termine dei lavori di questa giornata di riflessione, vorrei sottolineare alcuni aspetti che ritengo fondamentali e che rispecchiano l\u2019articolazione dei tre panel della Conferenza.<br \/>1. Innanzitutto crescita economica. Se vogliamo crescere insieme dobbiamo investire. Investire significa avere il coraggio di andare oltre barriere, paure e incertezze e mobilitare risorse adeguate per sostenere crescita e sviluppo, inteso in primo luogo come sviluppo umano.<br \/>Il percorso da seguire \u00e8 gi\u00e0 tracciato: l\u2019Agenda 2063 dell\u2019Unione Africana e l\u2019agenda 2030 delle Nazione Unite per uno sviluppo equo e sostenibile sono per noi un\u2019ispirazione fondamentale. Non partiamo da zero evidentemente, ma dai fondi stanziati nel 2016 e nel 2017 dall\u2019\u201dExternal Investments Plan\u201d dell\u2019Unione europea, messo a punto con un forte impulso italiano, che prevede di arrivare all\u2019obiettivo di oltre 44 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati diretti al continente africano.<br \/>L\u2019Europa, del resto, \u00e8 il primo investitore in Africa e nel contesto europeo l\u2019Italia \u00e8 stata al primo posto sia nel 2016 sia nel 2017, anche per quanto riguarda i nuovi investimenti \u201cgreen-field\u201d annunciati.<br \/>Il nostro Paese ha da offrire expertise e conoscenze nel settore energetico, in particolare in quello delle risorse rinnovabili, nella food security e nella tutela ambientale, e possiamo anche contare sull\u2019impegno storico ed appassionato delle nostre organizzazioni non governative, ma anche delle nostre imprese, sempre pi\u00f9 convinte e consapevoli che il concetto di \u201csocial responsibility\u201d, che deve trovare un\u2019appropriata collocazione e deve misurarsi in concreto soprattutto nel Continente africano.<br \/>Siamo pronti a sostenere, in questo contesto, il percorso tracciato dal Vertice UE-Unione Africana di Abidjan dello scorso novembre e la recente proposta lanciata dal Presidente della Commissione Juncker per una nuova \u201cAlleanza tra Europa e Africa\u201d, basata su reciproci impegni per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro qualificati, in particolare per donne e giovani.<br \/>L\u2019Italia \u00e8 pronta a fare la sua parte e ha recitare un ruolo da protagonista, se voi sarete d\u2019accordo.<\/p>\n<p>2. Passando al tema della stabilit\u00e0 politica e della sicurezza, si tratta di due sfide strategiche sulle quali interessi europei ed africani convergono in pieno. I cittadini dei nostri Paesi hanno la legittima aspettativa di vivere in sicurezza e di migliorare il proprio standard di vita in un contesto di stabilit\u00e0 e di pace. Affermare che la sicurezza dell\u2019Africa \u00e8 la nostra sicurezza non \u00e8 retorica, ma concreta realt\u00e0.<br \/>In questa ottica, il nostro impegno per la stabilizzazione della Libia ci ha spinto, come sapete, alla decisione di ospitare a Palermo il 12-13 novembre prossimi una Conferenza che si pone l\u2019obiettivo essenziale di ribadire il forte e compatto sostegno della Comunit\u00e0 internazionale al processo politico guidato dalle Nazioni Unite. Si tratta di una Conferenza \u201cper\u201d la Libia, ma anche \u201ccon\u201d la Libia, perch\u00e9 riteniamo che nessuna soluzione possa essere sostenibile senza il pieno coinvolgimento e la piena assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del popolo e delle istituzioni libiche.<br \/>Fra le principali minacce alla nostra sicurezza comune rimane prioritario il contrasto agli estremismi violenti e ad ogni forma di terrorismo, mirando in primo luogo a ci\u00f2 che alimenta questi fenomeni. L\u2019Italia sostiene, in questa prospettiva, il G5 Sahel, l\u2019IGAD e il ruolo crescente dell\u2019Unione Africana nel settore pace e sicurezza.<br \/>Tuttavia, la risposta agli estremismi non pu\u00f2 essere solo securitaria, ma anche e soprattutto umanitaria, e va orientata al recupero delle sacche di povert\u00e0 e marginalizzazione in cui sono intrappolati troppi giovani.<br \/>Una robusta architettura di sicurezza nel continente africano va dunque affiancata da un rafforzamento degli interventi in tutti i settori, in particolare in quelli dell\u2019istruzione e della promozione dell\u2019inclusione socio-politica.<br \/>La partecipazione della societ\u00e0 civile ed una maggiore attenzione al ruolo delle donne sono fattori imprescindibili per la crescita democratica, che a sua volta favorisce dinamiche virtuose di stabilizzazione e di sviluppo. La notizia odierna dell\u2019elezione in Etiopia di una donna alla carica di Presidente della Repubblica, per la prima volta nella storia del Paese e dell\u2019intera regione, \u00e8 un segnale estremamente incoraggiante, che l\u2019Italia saluta con favore. E qui colgo l\u2019occasione per mandare le mie felicitazioni al nuovo Presidente della Repubblica e per salutare l\u2019amico premier Abiy.<br \/>Sul piano multilaterale, \u00e8 cruciale rafforzare il nostro comune impegno nell\u2019ambito delle Nazioni Unite. L\u2019Italia ed i Paesi che appartengono al Gruppo \u201cUniting for Consensus\u201d desiderano consolidare la cooperazione con i Paesi africani anche sull\u2019importante tema della riforma del Consiglio di Sicurezza. Un\u2019Africa padrona del suo destino richiede infatti di porre anche rimedio all\u2019anacronistica ed ingiusta sotto-rappresentazione del Continente in seno al Consiglio di Sicurezza. Siamo pertanto determinati a lavorare insieme ai Paesi africani nella ricerca di una giusta soluzione di compromesso, avrete l\u2019appoggio del sistema Italia.<\/p>\n<p>3. Lo sviluppo umano inteso come formazione, educazione, cultura e mobilit\u00e0 rappresenta infine un elemento chiave per valorizzare i rapporti tra Italia e Africa.<br \/>Gi\u00e0 oggi il 60% della popolazione africana ha un\u2019et\u00e0 inferiore a 24 anni, e il continente africano registra il pi\u00f9 alto tasso di crescita della popolazione a livello mondiale. Occorre assicurare ai giovani africani \u2013 \u00e8 questa la prospettiva pi\u00f9 stimolante \u2013 un\u2019istruzione di qualit\u00e0 e una formazione professionale adeguate alle esigenze del mercato e alle sfide poste dalle trasformazioni economiche, sociali e culturali in atto.<br \/>Bisogna investire nella riforma dei curricula, nell\u2019accesso alla tecnologia, nella ricerca di modelli formativi sostenibili e coerenti con i sistemi locali.<br \/>Non \u00e8 solo una sfida formidabile, ma anche una opportunit\u00e0 unica per mettere a sistema un capitale umano straordinario in una prospettiva che coniuga lo sviluppo economico della societ\u00e0 al benessere dei singoli dall\u2019altro. Una sfida e un\u2019opportunit\u00e0 che vanno condivise con l\u2019Europa, inevitabilmente destinata ad essere coinvolta, se non altro per ragioni di contiguit\u00e0 geografica.<br \/>La crescita demografica in Africa porter\u00e0 infatti sempre pi\u00f9 giovani verso i Paesi europei, alla ricerca di un\u2019adeguata formazione e di un\u2019integrazione negli scenari globalizzati ed interdipendenti.<br \/>L\u2019Italia pu\u00f2 e intende svolgere un ruolo strategico nei settori in cui vanta, lo diciamo con modestia, una posizione di leadership: nell\u2019istruzione, nella promozione culturale, nel restauro dei monumenti e delle opere d\u2019arte, e nel turismo, quali strumenti per costruire relazioni \u201cpeople to people\u201d, di cui siamo convinti assertori.<\/p>\n<p>Ho iniziato il mio intervento sottolineando l\u2019importanza di questa Conferenza quale contributo di riflessione e di analisi in un contesto imprescindibile di collaborazione fra partner. Concludo ribadendo la consapevolezza che ci guida la certezza di un\u2019ampia comunanza di interessi, di una crescente interdipendenza e di un futuro che non pu\u00f2 essere che condiviso.<br \/>L&#8217;Italia \u00e8 pronta a partecipare attivamente a questo dialogo tra Continenti in cui sicurezza, sviluppo, sostenibilit\u00e0, pace e benessere sono sempre pi\u00f9 interconnessi. Non lasciamoci sfuggire l\u2019opportunit\u00e0 di iniziare a costruire oggi un\u2019architettura sostenibile per un comune domani. Il progetto, me ne rendo conto, \u00e8 molto ambizioso e richieder\u00e0 molti sforzi a vari livelli e talora ci esporr\u00e0 a qualche delusione.<br \/>Ma ne va del futuro delle prossime generazioni di africani, di europei e di italiani.<br \/>Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sono disponibili gli interventi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte in occasione della Seconda Conferenza Italia-Africa tenutasi alla Farnesina il 25 ottobre 2018. Intervento del Presidente della Repubblica Mattarella https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/18441 \u00a0 Intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Conte http:\/\/www.governo.it\/media\/il-presidente-conte-interviene-alla-conferenza-ministeriale-italia-africa\/10205 \u00a0 Di seguito le relative trascrizioni. 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