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Autocertificazione dello status di emigrato ai fini dell’assistenza sanitaria urgente in Italia

L’Ambasciata d’Italia è lieta di informare i cittadini italiani residenti in Eritrea della recente modifica della disciplina inerente alla certficazione dello status di emigrato ai fini dell’assistenza sanitaria urgente in Italia.

I cittadini italiani residenti all’estero, titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani o aventi lo status di emigrato certificato dall’Ufficio consolare italiano competente per territorio, hanno diritto a usufruire, in caso di necessità, di prestazioni ospedaliere urgenti a titolo gratuito per un periodo massimo di 90 giorni nell’anno solare, qualora gli stessi non abbiano copertura assicurativa pubblica o privata.

Fino a oggi, per poter accedere all’assistenza sanitaria urgente in caso di temporaneo soggiorno in patria, il cittadino emigrato doveva produrre alla competente ASL un certificato consolare che, nell’attestare il possesso della cittadinanza italiana, la nascita in Italia e la residenza all’estero, era ritenuto idoneo a comprovare la condizione di emigrato.

Il Ministero della Salute, lo scorso 13 aprile 2016, ha formalmente comunicato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che la condizione di emigrato potrà essere attestata mediante autocertificazione direttamente dall’interessato dichiarando:

A – di essere nato in Italia, di possedere la cittadinanza italiana, nonché di risiedere all’estero, indicando il Comune di iscrizione AIRE.

oppure

B – di essere nato all’estero, di possedere la cittadinanza italiana, di aver risieduto in Italia, indicando il Comune di iscrizione all’Anagrafe della popolazione residente (ANPR), di risiedere attualmente all’estero ed essere quindi iscritto all’Anagrafe degli Italiani residenti all’estero (AIRE).

L’autocertificazione potrà essere resa direttamente presso le ASL di competenza.

Tale novità si inquadra nell’attività di snellimento delle procedure a carico dell’utenza nel primario interesse dei cittadini italiani, cui, nel caso specifico, viene evitata un’inutile incombenza.